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La conservazione del pesce

Il pesce per essere trasportato in luoghi lontani dal mare doveva essere necessariamente conservato. Il pesce di mare veniva considerato meno pregiato di quello dei corsi d’acqua dell’entroterra. Dalle zone costiere verso l’Appennino, il commercio di alici, acciughe e pesce azzurro sotto sale era destinato ha contadini, che non potevano permettersi di meglio.

Dall’età cristiana era necessario adempiere il precetto dei giorni di magro, che imponeva l’alternanza del pesce alla carne in tutto circa 180 giorni che valevano indistintamente per tutti, dai nobili ai contadini. Nelle zone lontane dal mare si consumava di preferenza il pesce fluviale o di lago.

Un proverbio siciliano recita: Carni metti, pisci ti nutrisci, la carne ti ingrassa, il pesce ti nutre e ciò a indicare che il pesce è un nutrimento ipocalorico, ma capace di sostenere.