La cucina medievale dei monaci

Dopo le invasioni barbariche del V secolo la cucina romana dell’Età imperiale ebbe una notevole involuzione per paura dei saccheggi, le città furono abbandonate, le coltivazioni subirono un forte arresto, scomparve la moneta in favore del baratto.

Il territorio fu frammentato. L’agricoltura veniva praticata nei terreni dei monaci e proprio con quella monastica medievale la cucina europea vide la prima unificazione.

Le foresterie accoglievano viaggiatori di passaggio, dai pellegrini ai re, o degli ospedali adibiti all’accoglienza dei bisognosi.

Alcuni monaci e monache avevano il compito di dedicarsi esclusivamente alla cucina e all’orto per questo loro compito potevano essere esonerati da alcuni degli uffici religiosi.

La cucina medievale dei monaci, le ricette che preparavano venivano manoscritte in quaderni di appunti per essere così tramandate.

Il successore a sua volta le personalizzava e arricchiva di varianti, annotandone sempre in quaderni, cosi nacquero i primi ricettari.

La cucina

La cucina monastica, che per gli ospiti delle foresterie era molto diversa da quella riservata ai monaci, applicava nelle pietanze il sapere che deriva dalla coltivazione di orti e di spezie a scopo farmaceutico, inventando forse la prima alimentazione salutista attenta ai benefici della stessa sull’organismo umano.

Negli orti dei monaci erano coltivate sia piante aromatiche per uso alimentare che erbe officinali destinate a uso terapeudico, le cosidette droghe.

Tra le più conosciute il basilico, il finocchietto, la maggiorana, la salvia, l’aglio, la cipolla, il prezzemolo, il timo, l’aneto, il sambucco e l’ortica.

Nella sezione SALE e SPEZIE potrai trovare una vasta gamma di spezie naturali per dare sapore alle tue pietanze.

Le piante

Le piante aromatiche e terapeudiche contengono agenti antisettici a antiossidanti, che ne fanno dei conservanti naturali adatti per gli alimenti che venivano e vengono tuttora, mischiate al sale per aromatizzare le conserve.

Per la popolazione medievale la digestione era un processo simile alla cottura, le erbe e le spezie agendo direttamente sull’organismo, erano usate fresche, come contorno o condimento nelle spezie.

Un esempio sulla medicina monastica legata alle erbe curative officinali e all’alimentazione ci viene da Santa Ildegarda di Bingen, monaca benedettina, proclamata dottore della Chiesa da Benedetto XVI.

Nella sua raccolta di libri Physica esamina cosa di deve fare per mantenere la salute, la causa delle malattie e come curarle.

L’alimentazione della cucina medievale

L’alimentazione ha un ruolo primario in quanto il mangiare bene contribuisce a restare in salute, così come lo stato d’animo influisce sulla digestione e sul metabolismo.

La Santa raccomanda di consumare i pasti con un atteggiamento gioioso di serenità. Intuisce che gli alimenti hanno delle proprietà nascoste che fanno bene all’organismo.

Il farro in particolare viene consigliato dalla Santa in quanto alimento leggero e sostanzioso, inoltre rende contento chi lo consuma.

Una ricetta di biscotti I biscotti della gioia era a base di farina di farro, contenevano anche altri ingradienti: miele, sale, lievito, burro, tuorli d’uovo, mandorle, noce moscata, cannella e chiodi di garofano.

L’obbligo di non mangiare carne in determinati tempi dell’anno in Quaresima e nelle vigilie delle maggiori ricorrenze liturgiche e ogni venerdì e sabato.

Indussero i monaci a sviluppare una cucina a base di pesce e tecniche per allevare il pesce in maniera artificiale, come ad esempio il salmone di Irlanda.

Molte ricette a base di pesce possono essere rintracciate ed apprezzate in piatti tipici locali. I monaci erano esperti nel marinare il tonno e acciughe per la loro conservazione.

Ricetta tradizionale che risale ai frati friulani è il Baccalà alla cappuccina  fatto con uvetta, cipolla, acciughe, pinoli, noce moscata, cannella, scorza di limone e mollica di pane, già all’epoca l’alimento più diffuso.

Il latte di mandorla era prodotto nei monasteri con il metodo dell’infusione a freddo di mandorle tritate e in quanto prodotto vegetale, sostituiva il latte animale.

Le mandorle più pregiate provenivano da Maiorca e dalla Sicilia dove è ingradiente base per molte ricette dolciarie. Nella sezione FRUTTA SECCA potrai trovare una vasta gamma di produttori dalle nocciole alle mandorle.

I dolci della cucina medievale

La preparazione di dolci ha una lunga tradizione nelle comunità monastiche, sopratutto in coincidenza con le grandi feste natalizie e qasquali.

Conosciamo bene Il Panpepato, I sospiri delle monache, I buccellati, I mostaccioli, la Frutta Martonara siciliana simile al marzapane e i Bocconetti.

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